PERITI ASSICURATIVI: UN ESEMPIO DI MODERNA QUALITA’

17
ott

di Luciano Rivieccio

 

Meno di due anni addietro ha preso forma un gruppo di lavoro in sede UNI per lo sviluppo della Norma Tecnica relativa alla professione di Perito Liquidatore Assicurativo: una professione certamente consolidata nel sistema economico e che si inquadra fra quelle disciplinate dalla Legge 4/2013.

La Norma Tecnica è stata pubblicata lo scorso Marzo: “UNI 11628:2016 – Attività professionali non regolamentate Periti Liquidatori Assicurativi (escluso il ramo RC auto e relativi danni) – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”.

Essa prevede e declina un’articolata definizione di requisiti che devono essere soddisfatti dai professionisti che intendono qualificarsi Perito Assicurativo o Perito Assicurativo Senior sul mercato.

Che raggiungere questo obiettivo fosse una priorità per l’intera categoria professionale era scontato dalla robustezza della relativa rappresentanza costituita da periti inseriti negli organi di governo, anche e prevalentemente Presidenti, delle associazioni professionali maggiormente rappresentative Aipai, Anpre, Assit e Collegio Lombardo. Questo così autorevole gruppo di lavoro, in continui e costruttivi confronti, ha realizzato il progetto di norma che a fine 2015 è stata sottoposta ad inchiesta pubblica. CERSA, quale socio UNI, ha partecipato al gruppo di lavoro ed ha fornito il proprio contributo di competenza quale organismo di certificazione di persone accreditato da Accredia secondo la norma ISO 17024, avendo modo di apprezzare sia la fermezza e la costanza posta dall’obiettivo, sia l’apertura al confronto ed all’ascolto all’interno del gruppo di lavoro. Ed il risultato è una norma tecnica che allineandosi agli altri standard professionali coglie l’opportunità – fortemente voluta dalla categoria – di esaltare le competenze che i periti devono possedere per assicurare servizi improntati esclusivamente sull’obiettività, sulla constatazione dei fatti e delle evidenze, sull’equità delle valutazioni economiche.

Questi principi di terzietà, costituendo una vera e propria risorsa necessaria all’attività professionale, devono essere sempre garantiti pur nel contesto di continuo mutamento degli scenari (sociali, economici, industriali, …) e delle esigenze di innovazione (anticipare i fabbisogni degli scenari …). Occorre, in altre parole, che il perito mantenga sempre allineate le sue competenze a quelle degli operatori dei settori in cui opera; deve quindi sia acquisire teorie e conoscenze specifiche di tali settori, sia avere contezza delle problematiche applicative oltre che, naturalmente, perfezionarsi sulle discipline trasversali all’attività professionale.

Questa necessità è tradotta nella norma tecnica attraverso taluni requisiti, essenziali ai fini della qualifica professionale, relativi all’apprendimento “non formale” (volontario sviluppo delle conoscenze attraverso la frequentazione di corsi, master ecc.) e dell’apprendimento “informale” (involontario sviluppo delle conoscenze attraverso l’esperienza professionale). Nel caso di un professionista in possesso di una diploma di istruzione secondaria, ai fini della sua qualifica di Perito Assicurativo, il requisito di apprendimento “non formale” è soddisfatto con un complessivo di 100 ore di formazione specialistica e il requisito di apprendimento “informale” è soddisfatto con 8 anni continuativi di attività professionale nel sistema delle perizie; significativa appare, inoltre, la mitigazione di tali requisiti attraverso l’abbuono di un anno di esperienza professionale nel caso di frequentazione e superamento di un corso di almeno 100 ore.

Che dire se non che ci si trova di fronte ad una unanime volontà di qualificare al meglio la categoria?

Tutte le associazioni professionali protagoniste della Norma UNI 11628, lo scorso Aprile hanno poi dato vita alla Confederazione Periti Uniti attuando così formalmente il comune progetto di valorizzazione e tutela della professione…. detto fatto …. il successivo 12 Maggio la Confederazione ha svolto a Cervia il suo primo congresso.

Di fronte ad una platea di oltre 500 convenuti, i primi interventi congressuali hanno riguardato la norma UNI 11628 e lo schema di certificazione della figura di Perito Assicurativo che CERSA ha progettato in sinergia con la confederazione stessa quale parte interessata ai sensi della norma ISO 17024.

L’illustrazione del processo di certificazione ha aperto un dibattito costruttivo che, fra l’altro, ha richiamato il dettato della Legge 4 ed ha chiarito, a quanti non avessero conoscenza dei limiti della materia, che le certificazioni di conformità ad una norma tecnica UNI previste da tale Legge sono esclusivamente quelle rilasciate da organismi accreditati da Accredia per la stessa norma tecnica oltre che per la norma ISO 17024.

L’intervento di CERSA è stato molto apprezzato ed ha conseguito l’immediato confronto con Accredia per l’avvio del processo di accreditamento e l’organizzazione della prima sessione di esami per la certificazione che si è svolta lo scorso 27 Luglio in presenza degli ispettori inviati dall’ente di accreditamento.

CERSA ha ottenuto il 26 Settembre l’Accreditamento Accredia per la certificazione UNI 11628 “Perito Liquidatore Assicurativo”. Si tratta di un risultato di notevole prestigio, giunto a coronamento del grande impegno profuso da CERSA e da Periti Uniti (la Federazione Nazionale di Categoria) nel voler dare l’adeguato riconoscimento ad una professione altamente specialistica e di grande valenza nell’economia nazionale.

CERSA, pertanto, è il primo organismo a livello nazionale in grado di rilasciare Certificati accreditati da ACCREDIA rispondenti ai dettami della legge 4/2013.

Finita la pausa estiva, CERSA ha già pianificato numerose sessioni d’esame per soddisfare le esigenze dei professionisti interessati.

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