Notizie ufficiose da Periti Uniti

20
mar

di Fabio Fossati

Il 21 di Febbraio si è riunito il gruppo di lavoro per lo studio dello Statuto dell’Associazione unica di Categoria.

Le prime ipotesi erano di creare un nuovo soggetto, o trasformare la Confederazione in una Associazione nella quale sarebbero confluite tutte le altre (tranne il Collegio Lombardo che non può fondersi con altri soggetti).

Ben presto è risultata evidente la maggior semplicità e velocità, data dalla possibilità di cambiare, di trasformare, una delle associazioni già esistenti.

Maurizio Castelli, che ci aiuta a coordinare il ns. lavoro, ha proposto di procedere come nelle operazioni di M&A, ovvero separando completamente la sostanza dell’operazione, dalla sua forma, cioè dalla sua “architettura”.

Nella Sostanza: creando una nuova Associazione che raccolga il meglio di ciascuna delle 3 Associazioni oggi esistenti.

Nella Forma: “trasformando” e “cambiando” una delle Associazioni esistenti.

Mutandone il nome e lo statuto, e creando quindi un momento di discontinuità.

Ma ripartendo immediatamente, adottando nella nuova Associazione, tutte le caratteristiche necessarie a conservare:

  • il riconoscimento del FUEDI (Federazione Europea di Categoria) che individua AIPAI quale Socio italiano;
  • il riconoscimento del Ministero di Grazia e Giustiziache tramite il CNEL ha individuato ASSIT nel novero delle Associazioni rappresentative delle Professioni non regolamentate (D.L. 206 del 9/11/2007);
  • l’inserimento della nuova Associazione negli elenchi del MISE ai sensi della Legge 4/2013, un risultato che attualmente è stato acquisito da AIPAI ed ANPRE;
  • la Sede (fisicamente ed organizzativamente) esistente di ASSIT;
  • la gestione/il riconoscimento nell’ambito del nuovo Statuto, della Certificazione professionale in base alla Norma UNI 11628/2016, come già avviene nella sostanza per AIPAI;
  • la partecipazione alla Biblioteca “Alfonso Desiata” ;
  • i “Tesoretti” (tanti o pochi che siano) in possesso delle singole Associazioni.

Ovviamente il nuovo Statuto ed il percorso di fusione dovranno poi essere sottoposti all’approvazione delle singole Assemblee (Ordinarie o Straordinarie dei Soci).

Dal primo esame degli Statuti delle 3 Associazioni, sono emersi dei punti salienti da omogeneizzare:

  • le caratteristiche dei Soci provenienti dalle singole Associazioni (siano essi: Senior o Junior, Ordinari o Onorari, Avventizi o Aspiranti, ecc.) ;
  • l’accreditamento degli stessi in base agli standard europei, che già coincidono con quelli della Norma UNI;
  • la possibile adozione di norme transitorie, limitate nel tempo, che consentano ai singoli di potersi adeguare ai criteri necessari;
  • l’adozione di criteri di rappresentatività “di garanzia”, che in fase di avvio della nuova Associazione consentano di rispettare il “peso” di ogni Associazione nel nuovo soggetto che dovrà poi amalgamarsi.

Sino qui sembra semplice. Se c’è la volontà, sono solo dettagli da mettere a punto.

Purtroppo però non si tratta di un percorso rettilineo.

Da “qualche parte” serpeggiano malumori e lo Statuto passa in secondo piano.

Riemergono: la Storia, la Modernità, i Riconoscimenti, i Nomi, le Bandiere, ecc. ecc.

Affiorano le preoccupazioni e si percepiscono le prime “condizioni” di non-si-sa-bene-chi.

Si immaginano i prossimi tecnicismi elettorali : “Quanti siete voi ?”, “Quanti siamo noi ?”, “Quanti sono gli altri ?”.

C’è chi è convinto che “tutti debbano lasciare qualcosa sul tavolo” e che “qualcuno debba fare dei passi indietro”.

Io credo invece che dopo aver raccolto a fattor comune le “Doti” di cui disponiamo (costate 20 o 30 anni di progettazione e di lavoro di chi ci ha preceduto), associativamente parlando, dobbiamo fare dei grandi passi avanti, non indietro, e guardare solo al futuro.

Rimandando e parafrasando alcune “massime” del Principe Fabrizio Salina:

gattopardo                      gatt1              gatt2

 

“Apparteniamo ad una generazione disgraziata, a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due”

Tra di noi c’è, chi nei “vecchi tempi” si trovava bene, e chi no.

Ma i “vecchi tempi” non ci sono più, ed i “nuovi corsi” incombono inarrestabili.

Mentre noi, singoli e non coordinati, non riusciamo ad influenzare il ns. destino.

Se restiamo fermi, il tempo non ci è amico.

 

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”

Ma non intesa nel senso che : non cambia mai niente.

Facciamo in modo che i “nuovi corsi” ci vedano attori principali del nostro settore, come ai “vecchi tempi”.

Le Associazioni esistite sino ad oggi, non hanno potuto impedire che arrivasse il cambiamento.

È cambiato il mondo attorno a noi. Come poteva non riguardare anche noi?

Il passato non lo negheremo certamente, anzi diventerà un patrimonio comune.

Ma se non è concretamente utile adesso : lo mettiamo in una bacheca, o in un museo, e chi proprio vuole lo guarderà ogni tanto sospirando.

Per come sono fatte oggi, al Mercato importa poco o punto delle nostre attuali Associazioni.

Adesso dobbiamo fare i conti con il futuro di chi vuole tuttora valorizzare questa professione.

Per non ritrovarci ad avere un domani ancora 3 Associazioni, antichissime, riconosciutissime e di gran lustro, ma morte.

Spero di non aver sbagliato la mia “citazione cinematografica” nel post di Febbraio.

Si può fare, ma speriamo che si voglia fare veramente…

2 commenti

  1. Caro Fabio grazie per gli aggiornamenti e complimenti per le citazioni cinematografiche.
    Mi rendo conto che è sempre difficile conciliare i singoli individualismi (fortissimi ) con il bene della categoria.
    Sul lungo periodo tuttavia le cose si sistemeranno per tutti…..

    • Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. (George Orwell, La fattoria degli animali, 1945)

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