I nuovi Delegati Regionali Assit: Delegazione Centro-Sud

17
mag

di Antonio Rossi

In occasione della scadenza di mandato del precedente delegato regionale del centro di ASSIT, si sono svolte le consultazioni per eleggere i nuovi delegati. Contestualmente il Consiglio Direttivo ha deliberato la riduzione delle precedenti delegazioni che sono state ridotte da 6 a 2: Centro Nord e Centro Sud.

L’esperienza passata ha evidenziato una ridotta attività delle delegazioni e l’associazione, rinnovata nel direttivo, ha voluto imprimere una maggiore valenza a tali strutture. Per questo si è pensato ad un allargamento delle aree territoriali per poter permettere un maggiore coinvolgimento dei soci.

Alcuni colleghi mi hanno invitato a candidarmi, sostenendo che fosse giunto per me tale momento.

Ed allora ho fatto il fatidico passo.

Così, un po’ inaspettatamente, ho avuto notizia di essere stato eletto quale delegato territoriale (non si può più parlare di regionale) del Centro Sud.

Ringrazio tutti i soci che mi hanno scelto e spero di conoscere meglio ed al più presto i colleghi che fanno parte del territorio.

Quindi, essendo abbastanza ignoto ai più, mi permetto di presentarmi.

Antonio Rossi, perito industriale edile, 58 anni. Svolgo questa professione da poco più di 20 anni in società con mio fratello (Pietro) nella Rols S.r.l. con sede a Roma.

Provengo da altra esperienza lavorativa di oltre 15 anni ed in altri settori tecnici. Poi all’inizio degli anni novanta in seguito a crisi del settore in cui operavo, mi sono trovato ad un bivio e, fra le varie opportunità, ho scelto di collaborare con Pietro che, seppure più giovane di me, aveva già maturato questa esperienza da diversi anni e svolgeva la professione di “perito assicurativo non auto”.

Cosa mi ha spinto a candidarmi?

Diverse motivazioni, prima fra tutte quella che mi fa ritenere la nostra una professione particolare e unica, segnata in questi ultimi periodi da troppe difficoltà ed insoddisfazioni.

Credo sia necessario porsi questa primaria domanda: “la nostra professione ha un futuro? Consiglierei a mio figlio/a di proseguire sulle mie orme?”.

Se la risposta è positiva (come io credo), allora ha senso impegnarsi su tutti i fronti affinché la categoria si rinnovi e cresca.

Credo sia tempo di abbattere ogni barriera che fin qui ci ha diviso, praticando ognuno il proprio orticello. Ad esempio l’associazione unica (Periti Uniti) è la strada imprescindibile da percorrere ed anche in tempi brevi. Inutile guardare indietro, il mercato, le Compagnie, il mondo del lavoro, viaggiano speditamente e noi, oltre piangerci addosso, siamo inermi.

Grazie all’impegno di alcuni nostri colleghi, abbiamo ottenuto la possibilità di riunirci come professione non regolamentata con certificazione.

Facciamone tesoro ed “uniti” mettiamoci sotto.

Lo so, siamo Italiani anche noi, quindi siamo vittime (e protagonisti) del sistema Italia (non aggiungo aggettivi). Ma io continuo a credere che in ogni situazione, in ogni ambiente, in qualsiasi rapporto, è l’essere umano che deve vincere se stesso e migliorarsi. Solo con la crescita del singolo si può pensare al gruppo, alla comunità e quindi, nel nostro caso, all’associazione.

Allora mi sono messo a servizio. Certo, le difficoltà non mancano, sia perché sono abbastanza riservato, sia perché le energie si cerca di investirle nel famoso proprio orticello.

Ci tengo a precisare che non ho ambizioni né personali né di interesse. Come ho detto, proverò a dare un contributo affinché i colleghi trovino motivo di stimolo per proseguire nella nostra professione.

Sono comunque convinto che con il confronto ci si arricchirà e possiamo fare qualcosa di buono.

Per iniziare, insieme al direttivo, si sta pensando di organizzare un Workshop nei due territori che abbiano lo scopo di confrontarsi tecnicamente tra noi periti e con i dirigenti delle Compagnie. A breve ne avrete notizia.

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