EDITORIALE

17
nov

di Marco Ruggi

IL PRESIDENTE CHE VORREI

Nei due anni e mezzo di vita dell’Osservatorio Online, questa è la prima volta che incontro fatica per scrivere l’editoriale. Un pezzo di grande delicatezza che andrebbe scritto, riletto e forse riscritto perché qualsiasi cosa dica verrà strumentalizzata. Servirebbe forse più tempo per elaborare i pensieri, ma non ce l’ho. L’argomento elezioni Assit è quanto mai delicato. D’altro canto le liste candidate sono due e l’essere presente penultimo in una di queste si presta ad accusarmi di favorire il carro sul quale ho ritenuto di salire. Forse per questa logica l’Osservatorio non è stato visto come lo strumento di informazione degli associati e l’intervista proposta ai candidati Presidenti non è stata accolta di buon grado. Medesimo riscontro ha ricevuto l’invito di Campagna per rendere pubblici i programmi elettorali. D’altro canto nel rispetto delle pari opportunità o aderivano entrambe le liste o nulla si poteva fare e così è stato. Ho riflettuto se fosse il caso per l’Associazione uscire con il numero di novembre in  bianco. Una sorta di silenzio stampa da più parti suggerito. Se sono qua a scrivere è perché non ce l’ho fatta a sottrarmi all’impegno con i lettori, che mi ispira dalla genesi della rivista di fare informazione ed opinione. Naturale che in clima di elezioni, nell’associazione dei periti più democratica, le liste concorrenti si fronteggino anche a muso duro. Se così non fosse ci sarebbe da dubitare sull’ambizione che stimola la fatica dell’impegno. Lascia invece perplessi la scelta della campagna elettorale che ricalca vecchi schemi da democrazia cristiana, quando ancora internet ed i cellulari non c’erano, dove i consensi si raccoglievano facendo il porta a porta e promettendo il valore di quattro acciughe per ogni voto,  quando i programmi erano flessibili od interpretabili. Oggi nell’era dei social network ci si doveva attendere un diverso modo di candidarsi e di comunicare. Ancora una volta i periti si confermano incapaci di fare comunicazione pubblica, ancor peggio se la scelta fosse strategicamente voluta per non informare altre associazioni o gli assicuratori della scoperta…..dell’America. Ancora peggio se nulla ci fosse invece da dire. I media sono oggi la necessaria canalizzazione delle intenzioni.  Mi resta per le riflessioni  riferirmi al passato di Assit e sottoporre a Voi lettori le domande che ritenevo interessante porre ai candidati Presidenti. Assit è la realtà peritale più giovane con 21 anni di storia ed è riuscita ad affermarsi come quella più dinamica, innovativa e di riferimento per la categoria. I due ultimi presidenti sono quelli che maggiormente hanno influito sul successo di Assit. Grazie a loro  Assit è diventata grande. Nelle nuove liste Queirolo e Campagna non sono presenti e  seppure innegabile resti il loro sostegno all’una od all’altra, si apre naturalmente una nuova gestione. Questo avviene nel momento peggiore per la categoria che ha ragione di attendere un 2017 che potrebbe passare ai posteri come funesto. Serve quindi un qualcosa di nuovo! L’ultimo consiglio direttivo di Assit, tutt’ora in carica  per pochi giorni ancora, ha lavorato bene ma con fatica perché per alcuni consiglieri il periodo pre elettivo non si è mai consumato. Accettare il responso delle urne e mettersi a disposizione dell’Associazione con il cuore è dote indispensabile ieri, oggi e domani. Abbiamo imparato che fare opposizione a prescindere non è utile, anche perché nel nostro piccolo mondo antico porta a far sì che alcuni lavorano ed altri  contestano sterili. L’auspicio per il CD che verrà è che una volta composto ed eletto il Presidente, diventi immediatamente un’unica forza. Il Presidente avrà un ruolo cardine per l’unità del Cd e dell’associazione tutta nonchè per tutte le iniziative che nel triennio dovranno essere concretizzate.  Un impegno mai prefigurato tanto difficile. Caro candidato Presidente Assit, noi dell’Osservatorio abbiamo raccolto tra gli associati alcune domande da farti, scomode forse, ma alle quali non puoi sottrarti per il ruolo al quale ambisci. Prima. Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a candidarti Presidente e nella scala delle priorità viene prima la perizia od il tuo mandato Assit? Seconda. Vorrai essere il Presidente delle società peritali o dei periti singoli ed insistere nella linea di Assit a sostegno di Periti Uniti? Terza. Potresti essere l’ultimo Presidente di Assit causa la scelta strategica di UnipolSai di avvalersi di una ventina di società peritali per l’intera penisola. Cosa rispondi agli associati a tale forte preoccupazione e che programmi hai in tal senso semmai diventi Presidente? Le domande ipotizzate, non hanno la scadenza di un budino e restano quindi buone anche per il 24, giorno delle elezioni. Sarebbe interessante se fosse l’assemblea ad intervistare i candidati per sapere se oltre alle buone intenzioni dei programmi c’è molto di più. Il Presidente del perito e dei periti. Il Presidente della categoria. Il Presidente sempre presente e che rinuncia all’ora di sonno per la sua Associazione. Il Presidente onesto che raccoglie per se solo l’indotto di conoscenze e di immagine. Il Presidente che ha capacità di leader. Il Presidente che sa parlare a braccio raccogliendo consensi. Il Presidente che ha voglia di ascoltare. Il Presidente che si mette in discussione senza prendersi troppo sul serio. Il Presidente che crea il clima migliore per lavorare bene con il sorriso.  Il Presidente che coinvolge e delega. Il Presidente che ha idee innovative e che osa per rappresentarle. Il Presidente che sa governare la nave anche nella tempesta delle tempeste. Il Presidente  dei Presidenti. Questo è il Presidente di cui ha bisogno oggi Assit!

6 commenti

  1. Caro Marco é inutile nasconderlo il tuo ruolo, peraltro svolto con tanta professionalità e bravura, non puoi schierarti.
    Io al tuo posto non mi sarei candidato o ancor di più se hai la possibilità fai un passo indietro.
    Un caro abbraccio.
    Antonio

    • Caro Antonio, faccio mia la tua riflessione che peraltro condivido, non escludendo il passo indietro. Sono stato molto combattuto circa il mio ruolo. Non ti nascondo che ho valutato se candidarmi Presidente alle prossime elezioni. Tuttavia la scelta imperativa era, o Presidente Assit o Direttore dell’Osservatorio. Ti assicuro che trovare un candidato Presidente disponibile non è facile, ma ancora meno semplice è individuare un perito con ambizioni giornalistiche. Il direttore dell’Osservatorio ha la necessità di partecipare ai Consigli Direttivi dell’Associazione, per attingere a notizie e divulgare la politica associativa, fare opinione e coinvolgere la base associativa. Non necessariamente dovrebbe essere un consigliere con diritto di voto. Cari saluti. Marco Ruggi

  2. Caro collega, in qualità di socio AIPAI, mi ritengo molto ….dispiaciuto dalla Tua affermazione che: ‘… in clima di elezioni, nell’associazione dei periti più democratica..’ è mi faccio una domanda: Perché ‘Periti uniti’ se noi siamo non democratici?
    Un abbraccio.
    Vittorio Peri socio AIPAI Non democratico

    • Il sig. Nessuno Ruggi, si è candidato consigliere di lista tre anni orsono; ha perso le elezioni, tuttavia gli è stato concesso di ideare l’Osservatorio Online. L’Osservatorio tutti i mesi informa con trasparenza la base associativa e non soltanto quella, di quanto avviene nel nostro mondo, anche di scomodo. Con le elezioni Assit di questa settimana, qualunque vinca delle liste candidate, in Consiglio Direttivo avremo per la prima volta un perito donna. Democrazia è anche sinonimo di opportunità! Poi, ironizzando, caro Vittorio leggi bene “la condizione di polizza”, io ho scritto “l’Associazione dei periti più democratica…. “ Ho forse detto che le altre non lo sono? Ti ringrazio per il contributo. Cari saluti. Marco Ruggi

  3. Salve,
    con molto rammarico, leggo i commenti dei colleghi ad un articolo di un professionista che tanto ha dato e spero che altrettanto darà alla nostra associazione in termini di innovazione, stimolo di approfondimento culturale e professionale, cogliendo l’occasione per ringraziarlo per il sacrificio fatto, tante volte raccogliendo non proprio i giusti frutti.
    Rammarico perchè ancora una volta si evince nelle opinioni il non cogliere la provocazione a far squadra, ad essere uniti chiari e no ristretti nei nostri piccoli orticelli.
    A te Marco, apprezzo ed approvo la tua scelta di metterti in discussione, in prima linea, in questo momento storico a dir poco “particolare” per la nostra professione.
    la mia speranza è che il nuovo CD del ASSIT abbia ben chiara la ormai necessita inderogabile, per un futuro, di essere pronti al cambiamento e alla coesione professionale, unici mezzi per poter conservare un indiscusso, oggi solo per pochi, valore professionale.
    Mi piace riportare una frase a me trasmessa dal Dott. A. Bertani, che possa essere, per il futuro presidente, un monito,guida, per il nuovo mandato.
    A ship in harbour is safe, but that is not what ships are built for.
    John Shedd

    • Piace anche a me l’aforisma di Shedd. I periti sono rimasti troppo tempo fermi al sicuro dagli eventi, ma la categoria professionale è fatta per viaggiare allineata ai cambiamenti del proprio tempo. Ti ringrazio per i complimenti ed ancor di più perché hai colto lo spirito delle provocazioni costruttive. Per crescere abbiamo necessità di creare il confronto, quindi ben vengano le opinioni divergenti. Cari saluti. Marco Ruggi

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