COME ERAVAMO

18
apr

di Sara Bonetti

Sfogliando le pubblicazioni cartacee dell’Osservatorio, la mia attenzione si è soffermata su un articolo che si occupa di un argomento di straordinaria attualità. Stiamo parlando del numero 24 uscito nel gennaio del 2004, il cui editoriale riporta quanto emerso nel Convegno unificato “Ania / 4 Associazioni Peritali” del maggio 2003 e nella tavola rotonda organizzata da Assit qualche mese dopo. Quanto vi si proponeva era un progetto per l’accreditamento del Perito definito sulla base degli standard contenuti nelle norme del tipo EN – Serie 45013 “Criteri generali per gli organismi di certificazione del personale”, già utilizzate in Francia per la certificazione, tramite il Centro Nazionale di Prevenzione e Protezione, dei Periti di Assicurazione.

L’articolo è testimonianza di un dibattito in corso da più di un decennio e che ha sempre visto Assit promotrice di iniziative finalizzate all’ottenimento di un riconoscimento ufficiale della nostra professione.

Dopo anni in cui alle tante proposte avanzate non è stato dato riscontro concreto, lo scorso 17 marzo è stata pubblicata la norma UNI 11628:2016  “Attività professionali non regolamentate – Periti Liquidatori Assicurativi (escluso il ramo RC Auto e relativi danni) – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”.

Può questo costituire il passo decisivo verso la riunificazione della categoria, all’insegna di un comune standard qualificativo riconosciuto e certificato? E soprattutto, ci sono i presupposti affinché questo sistema venga ratificato anche dai soggetti con cui la nostra categoria opera (Compagnie di Assicurazione, Broker, Ania, etc.)?

Il dibattito è appena iniziato. Appuntamento il 12-13 maggio, Convegno Nazionale della Confederazione Periti Uniti.

ACCREDITAMENTO DEL PERITO

 

L’argomento trattato il 29 novembre 2003 presso il Turin Palace Hotel di Torino è stato “l’accreditamento del perito”.

All’incontro hanno partecipato quali relatori l’Ing. Marco Ferrero, in qualità di Presidente della sezione tecnica Ania per le Assicurazioni furto, incendio, grandine e perdite pecuniarie e la Dr.ssa Maria Teresa Fontana, i quali hanno relazionato sulle prospettive, sia alla luce delle esigenze organizzative che di quelle economiche delle imprese assicuratrici, che il mercato assicurativo ha nei confronti della categoria professionale del perito.

La tavola rotonda ha proseguito trattando ‘l’accreditamento del perito”, argomento che l’Assit, unitamente ad altre associazioni, sta trattando insieme ad Ania.

Dall’analisi degli interventi dei relatori e dei partecipanti al dibattito, si può dire che vi è una fondamentale comunanza dei pensieri inerenti allo sviluppo che deve avere la professione del perito assicurativo, che sempre maggiormente collaborerà con le compagnie assicurative nella gestione del danno.

 

Premessa

Il Convegno unificato Ania / 4 Associazioni Peritali tenutosi a Rimini il 21/23 maggio 2003 ha evidenziato il bisogno di accreditamento del Perito e che tale accreditamento venga riconosciuto sia da parte delle Associazioni che attualmente lo rappresentano (riconoscimento interno) sia da parte di Ania, organismo di rappresentanza della Categoria degli Assicuratori (riconoscimento esterno). In tale occasione si è inoltre riscontrata la oggettiva preparazione del Cineas ad organizzare corsi di formazione avanzata e/o di aggiornamento indirizzati ai Periti.

Quanto si propone pertanto è l’accreditamento del Perito seguendo la struttura delle Norme EN – Serie 45000 ed in particolare la UNI CEI EN 45013: 1990 – Criteri generali per gli organismi di certificazione del personale.

Concetti base

Le norme della serie EN 45000 sono relative in generale a organismi, società od anche professionisti, che forniscono sevizi di sorveglianza, certificazione, valutazione, ispezione, in sostanza quindi assimilabili a servizi di terza parte, e ne definiscono i criteri generali di funzionamento.

L’accreditamento secondo norme della serie 45000 è richiesto, per fare alcuni esempi, ai laboratori di prova, agli enti ed alle società di certificazione, agli enti ed alle società che certificano il personale e, recentemente anche agli organismi che effettuano attività di tipo ispettivo sugli impianti elettrici e sugli impianti di terra e di protezione dalle scariche atmosferiche.

In generale il sistema di accreditamento è basato su riconoscimenti mutui tra le parti ma in ogni caso volontari.

In alcuni casi particolari (vedasi società che effettuano ispezioni sugli impianti elettrici) interviene il legislatore, citando in appositi provvedimenti legislativi la richiesta di conformità a norme specifiche (nell’esempio citato viene richiesta l’applicazione della norma UNI EN 45004 ed è il Ministero delle Attività Produttive che si fa carico di valutarne la conformità).

In generale si può descrivere il sistema degli accreditamenti come segue:

  • le parti interessate riconoscono uno standard di conformità generale;
  • le parti interessate definiscono un organismo “super partes” che ha il compito di accreditare le figure professionali che ne fanno richiesta;
  • l’organismo di accreditamento si uniforma esso stesso alla norma EN 45013 e definisce i criteri per l’ottenimento dell’accreditamento stesso;
  • la validità dell’accreditamento è riconosciuto tra le parti le quali possono conferire all’accreditamento stesso criteri di discriminazione, oppure solamente di eccellenza, ma non obbligatori.

Situazione attuale

Attualmente in Italia non esistono norme di riconoscimento ufficiali del Perito Assicurativo Rami Danni non auto. Vi sono però oggettivi riscontri da parte degli Assicuratori nei confronti di Periti iscritti ad alcune Associazioni Peritali o che hanno frequentato corsi formativi avanzati come il Master in Loss Adjustment organizzato dal Cineas. Rimane comunque la tendenza generale degli Assicuratori, trattandosi di lavoro a forte base fiduciaria, ad avvalersi, oggi più che in passato, di nomi o organizzazioni operanti da più tempo sul mercato. Recentemente vengono valorizzati anche aspetti concorrenziali di carattere economico, strutturali ed i sistemi organizzativi.

Problematiche della transizione

  • come e su chi far ricadere l’incremento di costi determinati dalla formazione?
  • gli organi formativi potranno garantire una presenza territoriale significativa?
  • come dimostrare le proprie capacità e conoscenze da parte di quei Periti che in passato, come impegno e capacità personali, hanno imparato il mestiere in proprio o grazie a insegnamenti tramandati?
  • come coinvolgere le Società Peritali che hanno già attuato strategie interne di riconoscimento?
  • come impedire discriminazioni fra titoli di studio e percorsi formativi differenti tenuto presente che l’attuale mercato è fortemente rappresentato da diplomati tecnici e che i laureati hanno diverse estrazioni culturali (ingegneri, architetti, laureati in economia ed in giurisprudenza, altro)?

Alcuni esempi di accreditamento

Sistema Peritale Francese

In Francia esiste un organismo a carattere nazionale, il CNPP (Centro Nazionale di Prevenzione e Protezione) cui fanno capo tutte le figure professionali che si occupano di Sicurezza e Prevenzione, in tutti i settori: civile e industriale.

Tale organismo nazionale ha definito un sistema di accreditamento del Perito di Assicurazione sulla base degli standard europei della serie EN 45000 ed in particolare sulla base della EN 45013: “Criteri generali per gli organismi di certificazione del personale”.

Il CNPP ha costituito al suo interno un comitato di accreditamento del Perito di Assicurazione il quale definisce le regole ed i requisiti che i periti devono rispettare per poter essere accreditati.

Il comitato fra l’altro definisce le regole e le procedure di tipo burocratico per la richiesta di accreditamento, l’esecuzione delle verifiche e le sorveglianze periodiche.

I Periti di Assicurazione che intendano ottenere l’accreditamento da parte del comitato del CNPP hanno quindi un sistema di riferimento cui attenersi, in ultima analisi per il buon esito del proprio modo di operare: infatti occorre ricordare che l’accreditamento non ha la funzione discriminativa sul possesso del “pezzo di carta”, ma costituisce il riconoscimento principale delle proprie competenze e qualità professionali, indirizzandole verso caratteristiche di riferimento.

Esempi italiani

Esempi illustri sul territorio nazionale sono costituiti dall’accreditamento dei laboratori di prova, e degli organismi di certificazione dei sistemi di gestione (Qualità, Ambiente, etc.).

Tali organismi possono essere accreditati (su baso volontaria) da enti centrali, mutualmente riconosciuti a livello internazionale, che sono nella fattispecie il SINAL ed il SINCERT, i quali accreditano le società, gli enti ed i professionisti che attuano azioni di valutazione di conformità agli standard relativi alle varie realtà aziendali.

Come accennato in precedenza tali organismi operano con validità definita da mutui accordi “inter partes”, ciò nondimeno hanno assunto ormai caratteristiche precipue di ufficialità.

Per fare un esempio, chiunque può valutare la conformità di un sistema alla norma UNI EN SIO 9001:2000 (la vision sulla Qualità), ma solo gli organismi accreditati possono conferire a tale valutazione carattere di ufficialità mutualmente riconosciuta a livello internazionale, conferendone validità universale.

Peraltro esistono esempi di provvedimenti legislativi in cui il carattere di ufficialità relativamente all’accreditamento viene sancito in maniera obbligatoria.

E’ questo per esempio il caso, già citato, dell’accreditamento degli organismi che attuano valutazioni ed ispezioni di impianti elettrici ed in particolare ispezioni sugli aspetti degli impianti elettrici legati alla sicurezza.

Un esempio altrettanto significativo è relativo al metodo di certificazione dei saldatori.

Nel campo assicurativo, ed in particolare nel campo navale, sono nati i primi standard di riferimento per la certificazione del personale che esegue attività di saldatura di strutture.

Il sistema di certificazione del personale di saldatura presenta per certi versi molte analogie con il sistema di certificazione del Perito del modello francese: infatti i singoli professionisti (saldatori) richiedono a organismi di certificazione del personale (a loro volta accreditati da organismi a carattere più allargato) la certificazione, che viene rilasciata sotto forma di “Patentino” dietro la valutazione del possesso di un certo numero di requisiti e dietro superamento di un “esame”.

E’ importante sottolineare, come nel caso dei saldatori, che la certificazione è rilasciata nominalmente al saldatore ma è della Società presso cui opera il saldatore stesso.

Pertanto se per esempio il saldatore cessa di operare per quella società, deve ripetere l’iter di certificazione. Ciò vale chiaramente per i saldatori che lavorano come dipendenti di società tutelando così i costi di investimento normativo di quest’ultime.

Per quanto riguarda possibili analogie con il sistema di certificazione del Perito di Assicurazione è infine da citare il sistema di accreditamento europeo (EEA), il quale definisce i requisiti che i singoli professionisti devono possedere per poter effettuare in proprio attività di tipo valutativo della conformità agli standard dei sistemi di gestione (Qualità, Ambiente, Sicurezza, etc.)-

Il possesso dei requisiti definiti ed il superamento di un esame consente di accedere a registri europei di “Valutatori di Sistemi”, riconosciuti a livello internazionale.

Peraltro sarebbe impossibile che tutti i valutatori che operano per le società di certificazione siano iscritti a tali registri, cioè siano tutti formalmente certificati.

In questo caso l’organismo di certificazione definisce requisiti interni che il proprio personale deve possedere per poter operare a suo nome, dimostra all’organismo di accreditamento che le proprie procedure interne garantiscono l’effettuazione di valutazioni conformi agli standard, ed opera quindi in regime di accreditamento con proprio personale (o collaboratori) non singolarmente accreditati.

Progetto di massima

Il progetto tiene conto delle problematiche di transizione precedentemente illustrate, dell’oggettiva necessità di una sua realizzazione in tempi adeguati e della finalità di perseguire un progetto europeo unitario, pertanto fa riferimento al modello francese, in cui l’Italia può riconoscersi già sia per estrazione latina che per affinità culturali, integrato da quanto attualmente viene già ottemperato da alcune categorie professionali italiane come quella medica e dell’insegnamento.

In sostanza si potrebbe arrivare ad un sistema che prevede:

  • un mutuo accordo tra le parti interessate (Assicurazioni, Associazioni Professionali, Organismi Nazionali) per la costituzione di un Comitato di Certificazione;
  • un mutuo accordo tra le parti interessate (Assicurazioni, Associazioni Professionali, etc.) per la definizione di regole di riconoscimento (o di certificazione);
  • il rispetto degli accordi con l’utilizzo per le perizie di personale certificato;
  • l’internazionalizzazione (globalizzazione) di tali riconoscimenti a livello per lo meno europeo, fatte salve alcune peculiarità, che il tempo sicuramente uniformerà, di diritto nazionale (a tal proposito giova ricordare che per i sistemi di gestione è possibile la certificazione da parte di organismi europei non necessariamente italiani).

I criteri valutativi della professionalità del Perito dovrebbero basarsi sulla tecnica assicurativa, sull’estimo e sulla conoscenza della deontologia professionale. I primi due potrebbero, come auspicato da illustri figure del panorama assicurativo, strutturarsi su due livelli comunque ad elevato standard qualitativo.

Potrebbe essere presa in esame anche l’istituzione di accreditamenti per Periti specializzati in perizie formali e per Periti con attività prevalente per Assicurati.

L’attestato di riconoscimento potrà essere conseguito una prima volta attraverso il superamento di un esame e dovrà essere mantenuto con la ripetizione di ulteriori verifiche a scadenza (3, 5 o 6 anni). In alternativa alle verifiche si potranno acquisire crediti formativi attraverso corsi con obbligo di frequenza e compilazione di questionari pre e post lezioni.

Dovranno essere valorizzati i corsi, sulla base di quanto già acquisito dall’esperienza della categoria medica, a carattere monotematico a medio/bassa partecipazione (20 o 30 iscritti) con un tetto massimo di punti formativi riportabili al o agli anni successivi.

In via transitoria, e solo per il primo accesso all’accreditamento (a prescindere dal livello), i Periti che operano sul mercato da un numero predefinito di anni e che dimostrano la propria professionalità anche tramite titoli, potranno avvalersi automaticamente del riconoscimento. La definizione dei livelli di accesso e dei titoli necessari spetterà ad un comitato che tenga conto delle indicazioni unitarie di tutte e 4 le Associazioni Peritali.

Avviato il processo di riconoscimento, od anche prima, occorrerà allargare la base dell’organismo di controllo con la partecipazione di altri organi istituzionali.

Potrà essere inoltre istituito un organo di controllo delle segnalazioni di difformità dei Periti da parte degli Assicuratori che possa prevedere anche la conseguente obbligatorietà ad un corso di aggiornamento.

Ulteriori considerazioni

Per garantire l’accesso al riconoscimento occorre tenere conto anche di quei Periti che con processi formativi interni alle società o studi peritali si stanno avviando all’attività o lo faranno in seguito. Analogamente occorrerà tenere conto di tutte quelle realtà societarie che già da tempo perseguono obiettivi formativi ed i relativi costi ed in ultimo, ma non per importanza, garantiscono il cosiddetto ricambio generazionale.

Per tale ragione assumono aspetto rilevante anche le società e gli studi professionali che potrebbero anch’esse accedere al sistema di accreditamento sulla scorta anche della valutazione della conformità dei propri sistemi gestionali.

E’ da diverso tempo che l’Europa sta valutando la riforma delle professioni. Il sistema di accreditamento proposto non interferisce con la riforma ed anzi potrebbe già indicare riferimento la stessa.

Ponendosi inoltre come sistema la cui conformità si riferisce a norme internazionali, e non strettamente locali, vedrebbe immutata, se non addirittura precorritrice, la propria struttura in relazione agli sviluppi delle riforme europee delle professioni, le quali sono tutte basate sul corpo centrale delle norme citate.

Quando anche non si rivelasse veramente precursore ma avesse necessità di adeguamento, la conformazione stessa di sistema di qualità, aperto ai miglioramenti e strutturato a sistema professionale, agevolerebbe indubbiamente il recepimento delle eventuali nuove istanze.

Conclusioni

Tenendo comunque conto del principio della liberà da parte delle aziende Assicurative ad avvalersi di qualsiasi loro fiduciario si auspica che il processo di accreditamento porti ad un rafforzamento del rapporto di fidelizzazione Cliente/Perito ed alla conferma del rispetto reciproco professionale fra tutti i Periti.

 

La Redazione

Lascia un commento